loader
loader

SENZA BIOMASSA NON C’E’ TRANSIZIONE ENERGETICA

Spesso, quando si parla di biomassa, si tende ad associare l’idea di sfruttamento eccessivo delle foreste, con tutti i relativi danni ambientali che ne conseguono.

Ma la realtà è ben diversa.

Il 21 aprile 2023 si è svolto il convegno organizzato dalla Fiper (Federazione di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) in rappresentanza delle imprese che operano nella filiera biomassa-energia e dalla Federazione Energia Alto Adige Sev.

Il focus dell’incontro è stato l’utilizzo del legno per la produzione di bioenergie, ma anche la necessaria gestione delle foreste volta a ricavare il maggior quantitativo possibile di biomassa, senza gravare sulla natura.

Dal convegno sono emersi vari punti, tra cui l’imprescindibilità dell’utilizzo di biomasse legnose per poter attuare la transizione energetica. È stato affermato, infatti, che senza biomassa non si tutela il clima: a livello europeo, la RED III ha confermato la classificazione delle biomasse solide tra le fonti rinnovabili.

Il presidente di Fiper, Walter Righini, ha affermato: “Solo attraverso un’azione concertata e coordinata all’interno del quadro della Strategia nazionale forestale potremo agire in modo efficace e prevenire ulteriori rischi ambientali.”

Chiaramente, l’utilizzo della biomassa come combustibile deve essere accompagnato da una gestione razionale e ponderata delle foreste.

Bisogna sottolineare che l’Italia dispone di 31.700 tonnellate di biomassa all’anno, che potenzialmente potrebbero sostituire l’importazione di 13 miliardi di metri cubi di gas naturale, raggiungendo così un risparmio del 40% dei costi di importazione del gas russo nel 2021.

Il direttore del Centro Nazionale di Ricerca sulle Biomasse all’Università di Perugia, Franco Cotana, ha affermato: “In Italia ci sono oltre 12 milioni di ettari di foreste, ma meno del 30% della biomassa prodotta viene effettivamente raccolta in queste aree, spesso trascurate o non gestite.”

È ovvio che il nostro Paese abbia bisogno di una gestione coerente delle proprie risorse, la quale permetterebbe di coprire un terzo del fabbisogno energetico nazionale attraverso il legno processato, nel 2050.

Non bisogna dimenticare che tra le biomasse, oltre al legno sfruttato per la produzione di biocarburanti e biocombustibili, rientrano anche i rifiuti umidi, gli scarti dell’agricoltura, giardinaggio e manutenzione dei boschi, il letame e le biomasse microbiche, come affrontato nel nostro articolo.

Durante il convegno, tutti hanno parlato dell’importanza di sostenere il settore delle biomasse: “A partire dalle indicazioni della Direttiva europea sulle fonti rinnovabili – Red 3 – risulta prioritario investire nella filiera biomassa-energia per far fronte alla situazione di emergenza che sta vivendo il patrimonio forestale italiano a causa delle varie calamità, come bostrico e siccità” ha aggiunto Righini “Fiper, come sempre, faciliterà lo scambio e il dialogo tra tutti gli attori coinvolti per raggiungere l’obiettivo comune.”

In conclusione, il ministro Pichetto Fratin ha sottolineato l’importanza del raggiungimento dell’indipendenza dalla Russia e la decarbonizzazione legata all’economia circolare, come già previsto all’interno della strategia forestale nazionale.