loader
loader

Abbiamo già parlato in questo articolo di tutte le decisioni prese nell’ambito del nuovo DL Energia.

Il 17 gennaio, nell’esame del DL 181/2023 alla Camera, sono stati approvati nuovi emendamenti, che modificano alcune caratteristiche del decreto.

Durante questa seduta sono stati votati gli emendamenti agli articoli 1 e 2 del decreto legge in fase di conversione.

L’articolo 1 prevede “Misure per promuovere l’autoproduzione di energia rinnovabile nei settori energivori a rischio delocalizzazione attraverso la cessione dell’energia rinnovabile a prezzi equi.”

Nella versione in vigore del decreto, l’articolo sopracitato prevede che le imprese a forte consumo di energia elettrica, che rientrano nell’elenco Csea, possano realizzare impianti alimentati da fonti di energia rinnovabili (Fer) chiedendo al Gse di anticipare per 3 anni “una quota parte delle quantità di energia elettrica rinnovabile e delle relative garanzie di origine, mediante la stipula di contratti per differenza a due vie.”

Il testo pre-conversione prevede che gli energivori possano realizzare i progetti anche attraverso aggregazione o avvalendosi di soggetti terzi con cui siglano contratti PPA (contratti di acquisto di energia a medio e lungo termine, che ne regolano la somministrazione tra un soggetto produttore – che possiede l’impianto – e un soggetto acquirente).

La norma riguarda:

  • impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici, nuovi, che abbiano più di 1 MW di potenza
  • interventi di repowering che consentano un incremento di potenza di almeno 1 MW, che dovranno entrare in esercizio entro 40 mesi dalla data di stipula del contratto con il GSE

Le modifiche apportate il 17 gennaio consentono l’accesso al meccanismo anche ai soggetti terzi con cui le aziende energivore sottoscrivono, anche indirettamente, contratti PPA.

Sono stati approvati ulteriori emendamenti, che danno la possibilità di accedere all’incentivo anche a impianti più piccoli. In particolare, sono stati modificati, all’articolo 1, comma 2, i punti 1 e 2 della lettera b, che citavano:  

“b) la nuova capacità di generazione è realizzata mediante:

      1) nuovi impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici di potenza minima pari a 1 MW;

      2) impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici oggetto di potenziamento ovvero di rifacimento che consentano un incremento di potenza pari ad almeno 1 MW;”

Il nuovo testo afferma:

“b) la nuova capacità di generazione è realizzata mediante:

      1) nuovi impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici di potenza minima pari a 200 kW;

      2) impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici oggetto di potenziamento ovvero di rifacimento che consentano un incremento di potenza pari ad almeno 200 kW;”

La soglia di potenza minima degli impianti Fer da realizzare si abbassa quindi da 1 MW a 200 kW.

Questo cambiamento consentirà a molte più aziende di accedere alle agevolazioni concesse dal GSE, garantendo che la transizione energetica possa coinvolgere un numero sempre maggiore di realtà industriali.