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Misure e strategie per facilitare l’utilizzo della biomassa legnosa e far decollare la transizione ecologica

AIEL, associazione che riunisce la aziende che operano lungo la filiera bosco-legno-energia, in occasione dell’evento istituzionale “Legno: il più antico biocombustibile del futuro” tenutosi a Roma il 3 ottobre, ha esposto ai rappresentanti del mondo politico-istituzionale la visione condivisa della filiera forestale per rilanciare l’energia dal legno.

Gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione, transizione energetica, contrasto al cambiamento climatico, tutela del territorio e generazione di opportunità economiche possono essere raggiunti attraverso lo sfruttamento delle biomasse legnose per la produzione di energia, parallelamente ad una gestione forestale sostenibile e pianificata.

All’apertura dell’incontro Annalisa Paniz, direttrice generale AIEL, ha presentato il position paper su “Gestione forestale e sostenibilità degli usi energetici delle biomasse forestali”, nato nell’ambito del Tavolo di Filiera Foresta Legno del Masaf, coordinato da AIEL.

I numeri della filiera

Il valore della produzione complessiva della macro-filiera del legno in Italia è significativo, ammontando a circa 39 miliardi di euro. Questo valore rappresenta una quota considerevole del fatturato manifatturiero nazionale, equivalente a circa il 4,5% (dati del 2020 provenienti da Federlegno).

In particolare, la filiera legno-energia emerge come un settore di grande rilevanza all’interno di questa macro-filiera. Questo comparto vanta la presenza di oltre 14.000 imprese, delle quali 6.500 sono focalizzate sulle attività forestali. Queste aziende, complessivamente, danno lavoro a oltre 72.000 persone e generano un fatturato che supera i 4 miliardi di euro.

La strategia

La Strategia forestale nazionale si basa su principi chiave di gestione forestale sostenibile e promozione di un’economia circolare legata al legno. Un obiettivo importante di questa strategia è la qualificazione della filiera foresta-legno-energia a livello locale. Questo obiettivo è sostenuto dai principi dell’uso a cascata e del riciclo, che fungono da strumenti chiave per attuare questa visione. In sintesi, la Strategia forestale nazionale mira a promuovere una gestione forestale responsabile e a sviluppare un’economia basata sul legno che sia sostenibile e orientata alla circolarità.

“La sfida che abbiamo di fronte – ha spiegato Annalisa Paniz – è quella di conciliare energia e ambiente, considerando benefici ambientali, sociali ed economici nel loro complesso. Per sostenere la filiera legno-energia vanno previsti investimenti nella gestione delle foreste diretti ad aumentare i livelli di approvvigionamento sostenibile di materie prime e il loro utilizzo a cascata. L’uso sostenibile dei biocombustibili legnosi, la cui produzione è strettamente connessa alla gestione del territorio, riduce il tasso di dipendenza dalle fonti fossili, garantendo l’autonomia energetica, stimolando l’iniziativa economica e l’occupazione”.

Le misure da attuare

Per raggiungere tutti questi obiettivi è necessario attuare politiche volte alla creazione di tutte le condizioni necessarie all’avvio di un processo virtuoso.

Le misure individuate da AIEL sono le seguenti:

1.       Istituire un tavolo interministeriale permanente tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy al fine di garantire la condivisione e il coordinamento delle politiche che riguardano le filiere industriali ed energetiche collegate al settore forestale.

2.       Riconoscere un adeguato contributo da parte delle biomasse nel PNIEC italiano, puntando ad un obiettivo complessivo al 2030 di 16,5 Mtep di energia termica prodotta da bioenergia rispetto ai 6,1 Mtep previsti dall’attuale formulazione del PNIEC. Un contributo di questo tipo delle biomasse legnose consentirebbe di evitare l’importazione di oltre 10 miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale. L’occasione offerta dall’aggiornamento del PNIEC, che dovrà essere approvato entro giugno 2024, rappresenta l’ultima opportunità per non rinunciare al fondamentale contributo energetico rinnovabile dell’energia dal legno.

3.       Riconfermare l’Iva sul pellet al 10%, una misura fortemente voluta dal Governo e sostenuta da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, che ha dimostrato fin da subito la sua efficacia contribuendo a combattere il caro-energia e consentendo una riduzione dei fenomeni elusivi ed evasivi, nonché delle frodi che caratterizzavano il mercato.

La tavola rotonda con i rappresentanti politici

Durante il suo discorso, il Sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MASAF), Patrizio Giacomo La Pietra, ha enfatizzato l’importanza di fare affidamento sull’energia derivante dal legno come componente cruciale per il futuro energetico del nostro Paese: “Ritengo che la filiera legno-energia sia di fondamentale importanza per il presente e soprattutto per il futuro economico e ambientale del nostro Paese – ha spiegato La Pietra –. Stiamo lavorando per raggiungere nel minor tempo possibile una progressiva riduzione dell’utilizzo del gas grazie all’utilizzo dei vari dispositivi alimentati a biomassa e il legno è destinato a rivestire un ruolo sempre più strategico. Le bioenergie sono il futuro e sottovalutare l’importanza che il legno può e deve avere, in un processo di transizione ecologica, è un lusso che non possiamo e non dobbiamo permetterci”.

La tavola rotonda – condotta dalla giornalista Isabella Ceccarini – ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Parlamento, tra cui il sen. Luca Del Carlo Presidente Commissione Industria del Senato. “Per valorizzare il patrimonio forestale è necessario garantire agli operatori economici un quadro normativo chiaro, alleggerendo il carico di adempimenti burocratici. Va in questa direzione l’emendamento da me presentato e approvato nell’ambito del Dl Asset per la deroga all’autorizzazione paesaggistica per le operazioni boschive ordinarie. Con questo provvedimento viene superato un vecchio scoglio della normativa che imponeva il doppio vincolo paesaggistico ai boschi e superfici forestali, rendendo necessario un iter burocratico che spesso richiedeva diversi mesi per essere completato. Ora le imprese boschive potranno effettuare gli interventi di ordinaria amministrazione più rapidamente, ma sempre nel rispetto delle normative vigenti e delle prescrizioni dei piani paesaggistici. Nessuna deregulation, dunque, ma semplicemente la correzione di un’evidente stortura normativa che ha rappresentato, nella pratica, solo un aggravio burocratico e non una reale azione di tutela paesaggistica”.

“In Italia, ancora oggi, il dogma dell’elettrificazione totale dei consumi non riesce ad essere superato compiutamente – ha aggiunto l’on. Luca Squeri, Segretario Commissione Attività Produttive Camera e Responsabile Energia di Forza Italia. Le moderne tecnologie a biomassa garantiscono ridotte emissioni inquinanti ed elevata efficienza e devono concorrere nel mix energetico nazionale al pari delle altre rinnovabili, in particolare nel termico. Continuiamo, a differenza degli altri paesi europei, a trascurare la biomassa. Si tratta invece di una fonte che offre grandi possibilità, è in massima parte disponibile su tutta la penisola ed è sottoutilizzata. Auspico fortemente si possa arrivare ad una migliore valorizzazione energetica della biomassa. Sono notevoli i benefici che potrebbero derivarne, anche in termini di manutenzione del patrimonio forestale, di occupazione e di entrate per gli Enti locali”.

Luigi Spagnolli, Segretario Commissione Affari esteri e difesa del Senato, ha invece ricordato l’importanza di continuare a promuovere le bioenergie nel dibattito pubblico: “Tra i termini più usati in questa fase storica, c’è la parola sostenibilità. Il legno è uno dei paradigmi della sostenibilità nel complesso rapporto di coesistenza uomo – natura. Ogni iniziativa volta ad approfondirne l’uso ed a condividere conoscenze e innovazioni possibili è pertanto preziosissima”.

“Bisogna puntare su efficienza, rinnovabili e su una strategia energetica sostenibile per far decollare la transizione ecologica, ha aggiunto l’on. Stefano Vaccari Capogruppo PD, Commissione Agricoltura della Camera. La gestione forestale contribuisce alla protezione del clima grazie alla capacità delle piante di assorbire carbonio ma anche mediante l’utilizzazione sostenibile del legno, come materiale edile e nella combustione, guardando al suo valore energetico. Per questo servirebbe una strategia complessiva che ancora manca o che, se presente sulla carta, non trova riscontri operativi”.

È intervenuta anche Alessandra Stefani della Direzione Generale dell’Economia Montana e delle Foreste del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. “Quando si affronta un tema così articolato come questo è fondamentale avere una visione ecosistemica, in cui tutti i settori produttivi della filiera foresta-legno hanno un ruolo nel valorizzare dal punto di vista culturale, economico, occupazionale, ambientale ed energetico questa grande risorsa del Paese. Il position paper presentato oggi è importante, perché per la prima volta la filiera foresta-legno assume una visione comune che è fondamentale per la realizzazione di politiche coordinate e condivise. L’obiettivo è di innescare un cambio di mentalità, per dare il giusto valore a settori economici potenzialmente portanti per molti territori del nostro Paese”.

Ha concluso poi il Presidente di AIEL Domenico Brugnoni richiamando l’esigenza di un cambio di passo avvertita da tutto il settore forestale. “È giunto il tempo di adottare delle iniziative concrete a sostegno delle biomasse e della filiera legno-energia. L’Italia è ricca di esempi virtuosi, in cui la gestione forestale, pianificata e certificata, è indirizzata alla produzione di beni durevoli in legno e alla valorizzazione energetica degli scarti di produzione e della biomassa legnosa attraverso filiere corte e locali e sistemi di conversione energetica altamente tecnologici e non inquinanti. In tutte questi casi, le filiere per il legname da opera si integrano perfettamente con quelle energetiche. Queste esperienze positive devono essere adeguatamente comunicate per promuovere la gestione forestale sostenibile, valorizzare l’energia rinnovabile del legno, sensibilizzare la pubblica opinione ed incentivare la diffusione delle buone pratiche di gestione delle nostre foreste”.