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La Commissione europea ha analizzato l’utilizzo delle bioenergie in Europa

Secondo il nuovo rapporto della Commissione Europea, presentato nel contesto del Rapporto sullo Stato dell’Unione dell’Energia 2023, le bioenergie sono la principale fonte rinnovabile in Europa.

Vengono ricavate da materie prime agricole, forestali e rifiuti e rappresentano attualmente il 59% del consumo totale di green energy nell’Unione.

Il rapporto intende analizzare come l’Unione Europea ha reagito al conflitto tra Russia e Ucraina, che ha compromesso le importazioni di combustibili fossili per la produzione di energia.

È emersa l’importanza del poter diversificare le forniture e accelerare il processo di transizione energetica verso fonti rinnovabili.

L’UE è riuscita a ridurre del 18% la sua richiesta di gas, rispetto ai 5 anni precedenti, risparmiando circa 53 miliardi di metri cubi di gas.

Il REPowerEU plan, insieme a una serie di misure legislative, hanno assicurato che l’Europa evitasse interruzioni nella fornitura di energia, hanno ridotto la pressione e i prezzi sui mercati dell’energia e hanno permesso di raggiungere la riforma strutturale del nostro sistema energetico attraverso il Green Deal europeo e attraverso la distribuzione di energia rinnovabile.

Nel 2022, il 39% dell’elettricità è stata generata dalle rinnovabili e, nel mese di maggio, l’energia eolica e solare hanno superato le fonti fossili per la prima volta nell’Unione Europea.

A fronte dell’inverno 2023-2024, l’UE è ben preparata a proteggere la sicurezza energetica, grazie a strutture di stoccaggio per il gas, che sono piene al 98%, rotte di importazione e infrastrutture diversificate, investimenti in energie rinnovabili e sforzi collettivi per ridurre la domanda di energia.

Nonostante il periodo peggiore potrebbe essere passato, il report sottolinea che non esiste spazio per l’autocompiacimento. L’UE deve continuare a garantire energia conveniente, accessibile e affidabile per privati e aziende, supportando gli investimenti in energie pulite.

REPORT E ALLEGATI

La Commissione europea ha pubblicato, oltre al report, 28 schede panoramiche complete, una per l’UE in generale e una per ciascuno Stato Membro.

LE BIOENERGIE IN EUROPA

La produzione complessiva di bioenergie in Europa è aumentata, in particolare per quanto riguarda i biocarburanti solidi primari (legna da ardere, residui di legno, pellet di legno, rifiuti zootecnici e materiale vegetale), che hanno rappresentato il 70,3% del mercato alla fine del 2021.

Seguono poi i biocarburanti liquidi con il 12,9%, il biogas/biometano per un 10,1%, i rifiuti organici urbani (6,6%) e, infine, per l’1% del mercato, il carbone vegetale.

Nel gruppo delle biomasse solide, quella certamente più utilizzata è la biomassa legnosa, che rappresenta infatti il 66% del totale nell’Unione Europea.

Subito dopo troviamo la biomassa da rifiuti organici (26%) e la biomassa agricola (8%).

LE BIOENERGIE NEL SETTORE DEI TRASPORTI 

Rispetto al 2013, il consumo finale di Biofuel è aumentato del 39% in Europa.

Attualmente, il biodiesel rappresenta l’80% del consumo totale, seguito dal bioetanolo (18%).

In fondo alla lista troviamo biometano e altri biocarburanti liquidi, che rappresentano solo l’1% del totale.

LE BIOENERGIE PER IL RISCALDAMENTO 

Nell’ambito dell’energia termica, nel 2021 i combustibili da biomassa e bioliquidi hanno generato 17,3 Mtep di energia termica in 17 paesi dell’UE.

Come già accennato, la biomassa solida rappresenta la fonte principale a cui ci si affida per la produzione di energia termica. Rappresenta infatti il 76% del consumo totale per il riscaldamento.

Il paese che consuma maggiormente la biomassa solida è, al momento, la Svezia, seguita da Finlandia e Danimarca.

LA SCHEDA PER L’ITALIA

https://energy.ec.europa.eu/system/files/2023-10/IT_SoEUr%20Fiche%202023.pdf

Nel 2021, nel mix energetico italiano le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 21%, contro il 34% rappresentato dal petrolio, il 42% dal gas naturale e il 4% dalle fonti fossili solide.

Nel mix elettrico, invece, nel 2021 le rinnovabili hanno rappresentato il 42% del totale, con l’energia idroelettrica come fonte principale, mentre le fonti fossili, in particolare il gas naturale, hanno coperto il 50%.

L’Italia possiede nove siti di stoccaggio del gas, con una capacità totale di circa 19.8 miliardi di metri cubi.

Il 16 ottobre, è stato raggiunto il 97.89% della capacità totale di stoccaggio.

Nel mix energetico delle rinnovabili, nel 2021 sono state sfruttate per il 47% le biomasse e i combustibili rinnovabili, seguite con il 18% dall’energia geotermica, 13% idroelettrica, 8% energia solare, 8% pompe di calore e 6% energia delle maree.

Le raccomandazioni della Commissione per l’Italia consistono nel:

  • ridurre la dipendenza da fonti fossili, snellire le procedure per accelerare la produzione di energia rinnovabile aggiuntiva e sviluppare interconnessioni elettriche che possano assorbirla;
  • aumentare la capacità di trasmissione interna di gas, così da diversificare le importazioni di energia e rafforzare la sicurezza della fornitura;
  • aumentare l’efficienza energetica sia in ambito residenziale che industriale, anche attraverso uno schema più sistematico di incentivi, rivolto in particolare alle abitazioni più vulnerabili e alle aziende con le peggiori performance;
  • promuovere la mobilità sostenibile, rimuovendo anche i sussidi che siano dannosi per l’ambiente e accelerando l’installazione delle stazioni di ricarica;
  • aumentare gli sforzi politici finalizzati alla disposizione e acquisizione delle abilità necessarie per la green transition.