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TIPOLOGIE DI BIOMASSA

Possiamo distinguere 3 diverse tipologie di biomassa:

  1. Biomasse vegetali sono le più utilizzate per la produzione di energia. Si tratta degli scarti delle attività di agricoltura, giardinaggio e manutenzione dei boschi (il legno, le vinacce, la sansa, i torsoli, i noccioli, i gusci, le bucce di frutta e verdura). Non solo, le biomasse provenienti da girasole, colza e soia, possono essere utilizzate per la produzione di biodiesel.
  2. Biomasse animali l’esempio principale è rappresentato dal letame, perché contiene al suo interno i gas e l’energia chimica prodotta dall’erba che gli animali hanno mangiato e poi digerito. Tramite apposite apparecchiature è possibile produrre da questa tipologia di biomasse il cosiddetto biogas, utilizzato come carburante o combustibile.
  3. Biomasse microbiche sono una tipologia di biomasse derivanti dal suolo, disponibile grazie a zolfo, azoto, funghi, batteri e microbi presenti nei terreni.

COME SI PRODUCE ENERGIA DALLE BIOMASSE

Bisogna distinguere le diverse modalità di produzione di energia in base al prodotto finale che si desidera ottenere.

Le biomasse, infatti, possono essere utilizzate non solo per produrre combustibili, ma anche composti chimici o sfruttate direttamente per la produzione di energia elettrica e termica.

Facciamo un esempio: i residui organici vegetali o animali (scarti dell’industria agricola, reflui degli animali, farine di scarto, prodotti alimentari scaduti e così via) possono essere lasciati fermentare in anaerobiosi (in assenza di ossigeno e ad una temperatura controllata), producendo così il biogas.

Dalla biomassa, inoltre, si possono ricavare carburanti biologici (come biodiesel e bioetanolo), ma anche generare direttamente energia elettrica e termica attraverso processi chimici o termici, come la combustione di biomassa legnosa in caldaie ad elevato rendimento.

Quando i combustibili vengono inseriti nel forno per essere bruciati, il calore sprigionato permette l’evaporazione dell’acqua del circuito termodinamico, dove diventa vapore e attraversa le tubazioni della caldaia.

I gas di combustione, prima di essere emessi in atmosfera passando per il camino della struttura, vengono depurati dalle particelle in sospensione che trasportano, passando attraverso un apposito filtro.

Le particelle trattenute, insieme alle ceneri della combustione, vengono trasportate in discarica.

VANTAGGI DELLA BIOMASSA LEGNOSA

La biomassa rappresenta una delle soluzioni alternative e innovative nell’ambito della produzione di energia: è una fonte rinnovabile, in molti casi a costo zero (perché utilizzata nello stesso luogo dove viene prodotta, o comunque a pochi km di distanza) e ad impatto ambientale nullo.

Perché ad impatto ambientale nullo? Sono materiali combustibili che hanno ricevuto solo lavorazione di tipo meccanico, derivanti da organismi che durante il loro ciclo vitale hanno prodotto una quantità di ossigeno e, contemporaneamente, assorbito una quantità di anidride carbonica tali da bilanciare le emissioni prodotte durante la loro combustione.

Inoltre da un rapporto Aiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali) di aprile 2022 emerge con chiarezza quanto l’impatto in termini di emissioni di CO2 sia notevolmente inferiore per cippato e pellet rispetto ad altri tipi di fonti quali gasolio, gas naturale e gpl.

È infatti provato che la combustione di biomasse rilasci minori quantità di azoto, anidride carbonica e gas serra rispetto ai combustibili fossili: uno studio pubblicato dal Ministero dell’Ambiente tedesco, basato sui fattori di emissione di CO2, evidenzia come, nel passaggio dalle fossili alle fonti rinnovabili del legno, nel peggiore dei casi si risparmino circa 220 kg di CO2 per MWh termico utile.

Inoltre, è stato dimostrato che un ettaro di bosco gestito genera in 300 anni un risparmio di CO2 10 volte maggiore rispetto al risparmio conseguibile da una foresta abbandonata, in quanto il legno viene utilizzato non solo come materiale da costruzione, ma anche come biocombustibile, andando a sostituire i combustibili fossili.

Un elemento da tenere in considerazione è la gestione efficiente delle biomasse, ossia verificare che non vengano utilizzate più rapidamente rispetto ai loro tempi di crescita. Questo per poter evitare deforestazioni e sfruttamenti eccessivi dei suoli agricoli.

Oltre al fatto che si tratta di una risorsa Rinnovabile, a KM 0Carbon Neutral e che riduce la dipendenza dai combustibili fossili, la biomassa è ampiamente disponibile: i rifiuti organici sottoforma di foglie morte, erba, alberi, sottoprodotti del legno e così via, sono disponibili in abbondanza. Se non venissero riutilizzati per la produzione di energia, finirebbero in discarica, rappresentando anche un costo per l’azienda (tassa sui rifiuti, costi di smaltimento). Questo crea un circolo virtuoso di riutilizzo degli scarti.

Più la filiera è corta, maggiore è la convenienza economica ed ambientale: ad esempio, per aziende che lavorano nel settore del legno e, quindi, possono sfruttare i propri sottoprodotti di produzione, questa tipologia di impianti risulta particolarmente indicata. In alcuni casi quindi l’utilizzo di biomasse sostiene un’economia circolare: vengono valorizzati sottoprodotti e biomasse residuali, con un utilizzo dei materiali finalizzato alla riduzione dei rifiuti.

Gli impianti a biomassa hanno anche effetti positivi indiretti: per esempio, portano ad attuare una gestione forestale sostenibile e responsabile, aumentando la capacità di assorbimento “carbon sink” forestale. Allo stesso tempo, vengono presidiati i territori montani e le aree interne attraverso azioni di manutenzione e prevenzione di incendi e rischi idrogeologici.

Vengono poi consolidate le filiere locali già esistenti e ne vengono avviate di nuove, dedicate all’approvvigionamento di residui forestali e agricoli, altrimenti inutilizzati, favorendo l’innovazione in agricoltura e contrastando lo spopolamento delle zone montane e rurali.

COSTI DEI COMBUSTIBILI: UN TREND CON UN SEGNO COMPLETAMENTE DIVERSO

Non solo nel breve, ma soprattutto nel medio e lungo termine, la convenienza economica tra l’utilizzo di combustibili fossili e della biomassa è evidente in considerazione di due trend dal segno opposto.

Il costo dei combustibili fossili è generalmente in aumento, mentre il costo della biomassa è tendenzialmente in calo. Il costo dei combustibili fossili è in aumento a causa della loro scarsità e del costo di estrazione, trasporto e trasformazione. Al contrario, la biomassa è una risorsa rinnovabile e il suo costo sta diminuendo a causa dell’aumento dell’efficienza nella produzione e nella distribuzione.

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